venerdì 1 ottobre 2010

Non ti curar di loro....


Certo che ho un bel carattere io! Mmh..

In questo momento mi descriverei proprio "granitica" .

Ho sempre parlato di me stessa apertamente, non sono per nulla introversa, ma ora tutto è più difficile.

Sin da quando sono piccola ho avuto non pochi problemi nelle relazioni sociali, nonostante il mio carattere amichevole. Forse perchè ho avuto sempre a che fare con persone insicure alle quali ha spesso dato fastidio il mio sorriso gentile, la mia cordialità e la mia personalità che seppur non ancora emersa si intravedeva. Anche chi è cresciuto vicino a me attribuiva il mio modo di fare al fatto che fossi serena, superficiale anche forse, figlia unica e quindi viziata e accontentata in tutto, spensierata e convinta di essere ciò che è facile diventare vivendo nel seguire queste coordinate.

Niente di più sbagliato.

Figlia unica sì, ma per niente viziata nel modo più assoluto.

Serena lo sono stata poco nella mia primissima fase di vita.

Spensierata men che meno.

Convinta...SI. Certo non di essere ciò non ero ma del fatto che nonostante fossi una bambina-ragazza che non si stava godendo a pieno la sua età, nonostante riconoscessi che negli altri provocassi un certo fastidio( che prima non mi spiegavo poi con il tempo...), nonostante ciò io ero fiera di chi ero, di come ero, di cosa avevo.

Consapevolezza che mi ha salvata direi.

Ho sempre incontrato persone o che mi amavano o che mi odiavano

e il mio incubo in proposito è stata la scuola.

Per dirvene qualcuna....ho avuto 2 esempi paradossalmente estremisti:

In 4° elementare.....parlo quindi di quando avevo 8 anni (xkè ho fatto la primina) ho frequentato l'anno scolastico a Viterbo. Mia madre in quel periodo si trovava a Roma per lavoro, mio padre era con me, ospiti dei miei zii, ma lavorava tutto il giorno e ricordo poco la sua presenza. Quindi ero già in una situazione emotiva labile ma a farla diventare distruttiva e indimenticabile ci ha pensato una simpatica maestra, vecchio stile, sulla cinquantina, riservando a me, spaesata, nuova, non del posto, una terapeutica e pedagogica accoglienza fatta di isolamenti, sberleffi, toni di voce altezzosi e denigranti e con un rituale costante e infimo: ogni giorno una bella nota sul quaderno per motivi vari ed eventuali....che creavano in me molta ansia e disperazione anche perchè poi non era tra le braccia dei miei che io sarei corsa!

Nove mesi. Nove mesi d'inferno.

Ricordo ancora il giorno in cui mio padre venne a prendermi a scuola per portarmi via definitivamente.

Tornavamo in Sardegna.

Ricordo ancora le frasi che questa squallida persona disse a lui,tra le quali quella finale:

"Se sua figlia dovesse imparare mai a risolvere i problemi di matematica me lo faccia sapere che mi faccio suora".

Per anni mi sono chiesta come ptesse una donna di quella età provare un fastidio cosi prorompente e guardare con quegli occhi una bambina, tra l'altro semplice e timida come ero io.

L'anno dopo frequentai la 5° elementare ad Oliena e per un anno intero fui coccolata, riempita di baci e di regali dalla mia maestra, che mi adorava. La sua frase emblema detta ai miei fu: "Quando guardo vostra figlia immagino l'ambiente ovattato nel quale è cresciuta".

Due cose diverse no?

Mah.....ci ho passato i migliori anni della mia vita a chiedermi perchè...

Ora il perchè lo so e comunque sia nemmeno mi interessa più.

E anche ... ringrazio....il mio essere granitica lo si deve anche a questo.

Lode a me. :-)






6 commenti:

Anonimo ha detto...

fai bene ad esserne fiera...noi tutti lo siamo!
ti voglio bene..Gio

Emanuela ha detto...

Grazie tesoro mio, anche io ti volgio tanto bene

Anonimo ha detto...

Bhè in effetti le personalità forti creano da sempre fastidio negli altri, la tua poi, svelata da uno sguardo fisso e stabile rende ancora più fragile chi ti sta di fronte, che si sente nudo nell'anima e soprattutto indifeso.
La tua maestra di Viterbo forse era talmente instabile nello spirito che ha avuto paura di quella bambina che la guardava con occhi da adulta e soprattutto capiva tutto di lei e della sua meschinità....Io sono contenta che tu sia così, mi rendi tranquilla...e forte.
Bacio Volpina

Emanuela ha detto...

Seppur per "granitica" io non intendessi l'essere forte perchè pur essendolo non mi ci sono mai sentita, anzi, comunque mi fa piacere questo tuo commento e mi fa anche un pò sorridere...sei una potenza!!! ;-)

Anonimo ha detto...

Sorridere perchè? Chi non teme le persone come te, ricche di un bagaglio non indifferente dell'animo, poi si sente più forte con la loro vicinanza....anche a me hanno sempre detto (tu per prima) che io sono forte,ma in effetti le esperienze che sto vivendo mi fanno capire che la vera forza è spesso quella di poter resistere nei momenti di sbandamento, e di andare avanti nella vita di tutti i giorni per ritrovarne l'intensità...anche se a volte non si sa per chi e per cosa vengono fatti questi sforzi, se la tendenza sarebbe quella di buttarsi a capofitto nel burrone delle insicurezze e della solitudine sicura.
Avremo modo di parlarne...un bacio Vo

Emanuela ha detto...

Non so spiegarti a parole perchè ho sorriso; è una questione che riguarda il tuo modo di vedermi, di interpretarmi; Però mi è piaciuto moltissimo questo tuo ultimo commento, rende proprio l'idea di cosa penso io sulla forza e sull'essere forti. La resistenza è una grande forza ma dev'essere una resistenza piena di contenuti, ma non piena di vigliaccheria e codardia. Conveniamo?? baci.