mercoledì 19 gennaio 2011

Si può o non si può cambiare


Come sono strani i cicli della vita.

Si susseguono, si alternano, si evolvono ma alla fine sono sempre uguali.

Non capisco se cosi è perchè cosi dev'essere o perchè non impariamo mai abbastanza dai nostri errori e soprattutto da chi ci sta vicino, chi ci ha preceduto e costantemente ci mette in guardia.

Il rapporto genitori-figli per esempio.

Loro son sempre quelli che ti dicono cosa sia giusto fare e cosa non è opportuno invece noi giustamente o meno ribattiamo che questa è la nostra vita e che la dobbiamo vivere a nostra libera interpretazione, anche sbagliando.

In parte credo sia giusto ma ritengo sia fondamentale anche fermarsi ad osservare un pò e riflettere.

Questo è stato il mio attegiamento nei confronti dei miei genitori, della loro storia, personale soprattutto.

Ho osservato a lungo. Quello che dapprima ho notato e su cui mi sono soffermata per tanto tempo è in che cosa fossi uguale a loro.

In quali caratteristiche dell'uno e dell'altra mi identificavo e dopo averle isolate le ho analizzate.

Ho cercato di valorizzare al meglio quelli che ritenevo pregi e combattuto con decisione i difetti.

Questa è stata una personale scuola di vita che mi è servita tantissimo.

Dicono che l'esempio è importante e cosa c'è di più neutrale, puro e vicino dell'esempio dei tuoi genitori.

L'esempio è anche in negativo non solo in positivo. Mi spiego.

Riuscire a identificare un difetto proprio non è cosa facile anche se tale può sembrare.

Io parlo di lati caratteriali distruttivi e offensivi della propria persona non di difetti innocui come può essere che ne so...la permalosità, la testardaggine.

E vedere esplicarsi questi difetti sulla persona a te più cara come un genitore credo possa essere molto d'effetto.

Perchè colpisce più di qualsiasi altro un atteggiamento negativo visto esser posto in essere da chi ami profondamente.

Quindi come è facile e degno d'orgoglio pensare di voler essere come mia mamma, come mio padre ect..penso sia altrettanto degno di essere valutato il pensiero di NON VOLER ESSERE IN UN CERTO MODO.

Da lì però la strada è tutta in salita.

Perchè un conto è non voler essere come in fondo effettivamente non si è, perchè non ti appartiene quella caratteristica.

Se io sono generosa di natura mi vien molto facile dire di non voler essere tirchia, per intenderci.

Ma riconoscere di essere tirchia, riconoscere che essere tale è un difetto (parlo personalmete ovvio) è gia un passo avanti, perchè sembra una sciocchezza ma tendiamo sempre a giustificare i nostri difetti in qualche modo.

Non farlo vorrebbe dire ammettere di essere in difetto(bel gioco di parole !) e non è nè facile nè bello.

Tornando a me io di difetti ne ho isolati tanti. Dapprima li ho mascherati, poi li ho interpretati nel "senso migliore del termine" poi li ho guardati in faccia e alla fine mi sono arresa:erano miei.

Alcuni erano bruttissimi, altri sono ingestibili, altri ancora malleabili.

Sono arrivata a definirmi una mediocre.

Ma sono in perenne lotta con loro e tornando al discorso dei genitori, specialmente ho combattuto quelli che vedevo essere un'eredità se cosi possiamo dire, perchè me li vedevo sbattuti in faccia ogni giorno e pensavo: non voglio essere cosi.

Tutto questo forse letto cosi può sembrare brutto o scortese anche ,ma credo sia una forma di crescita facilmente sperimentabile e molto efficace.

Io ringrazio ogni giorno i miei genitori per questo, per con il loro esempio, ovviamente positivo ma anche negativo, con il carico dei loro difetti, errori e sbagli, a me hanno spianato la strada.

Ovviamente qui sto parlando di difetti e non di altro quindi non sto a mettere in luce i tantissimi pregi dei miei genitori o tutti gli insegnamenti preziosi che mi hanno dato.

parlo proprio del fatto che loro sanno, come forse a nostra volta sapremo noi quando parleremo con i nostri figli, che più di tanto non possiamo osare, non possiamo svelare di cosa e come è la vita.

Ma alla fine sembra essere un cerchio...le cose si ripetono e le esperienze alla fine sembrano essere tutte uguali ma forse può non essere solo così.

Forse da certi sbagli si può imparare, certe cose possono essere evitate o forse no.

Forse rimango sempre la solita sognatrice che non crede di poter cambiare il mondo ma crede fortemente di poter cambiare la propria persona fino a renderla orgogliosa di Essere.

Io almeno me lo auguro e lavoro per questo.

E Così sia!

2 commenti:

rò ha detto...

.....ritrovo me in ciò che hai scritto(tanto.....tantoooo)...sopratutto il discorso dei genitori, e di cercare in certe cose che di loro non ci piacciono di non assomigliargli.....e quando pensi che in certe situazioni, no!tu non ti coporteresti così.....succede che sei precisa e identica a loro.....d'altronde è normale pensarlo ed esserlo siamo infatti frutto dell'incontro della loro magia.......ma continuo anch'io a cercare di non assomigliargli in certi lati caratteriali di cui mi sento lontana......!!!!
Ah!!!!una cosa di ciò che hai scritto non mi piace per niente.....dove dici che sei mediocre....!!!!non mi trovi d'accordo nemmeno un pò........e non voglio credere che lo pensi anche tu...........Notte rò:
"Tre volte ci separammo...il respiro e io,
tre volte non volle andare ma cercò di smuovere il ventaglio spento che le acque cercavano di arrestare.
Tre volte le onde mi gettarono a galla,
poi mi presero come una palla,
poi mostrarono facce blu alla mia faccia
e spinsero via una vela che strisciava lontana..
Le onde si assopirono...il respiro NO...
i venti -come bambini-si quietarono...
poi l'alba baciò la mia crisalide....
e io mi alzai.....e VISSI...."(Emily Dickinson)

Emanuela ha detto...

Ciao Rò...questa poesia è bellissima, grazie.
Quanto alla mia "mediocrità", sentirne sulla mia pelle solo l'odore mi ha aiutato a combatterla, a volerla escludere dal quotidiano esercizio di me stessa.
Non è stato facile, non lo è tutt'ora ma la mia salvezza è stata intravederla per tempo.
Un bagno nell'oro dell'umiltà mi ha cambiato pelle.
Bacio.